27 Ottobre 2010

Imprenditore finisce nella Centrale Rischi bancaria per errore

Si è trovato con una segnalazione presso la Centrale Rischi, per un errore della sua banca. Un errore scoperto per caso, che poteva costare molto caro all’attività di un imprenditore trevigiano del settore moda perché la traccia del rosso in conto corrente mette in allarme tutto il sistema creditizio, lo rende più sospettoso e meno disponibile a erogare fidi. E la liquidità, oggi, è una dei fattori su cui si gioca la sopravvivenza delle aziende.
Socio CNA, l’artigiano ha tre laboratori nel Montebellunese, che producono abbigliamento dando lavoro a quasi 60 persone. La sua è un’azienda strutturata, che “tira” nonostante la crisi, mantiene l’occupazione e non ha problemi economico-finanziari. È un socio considerato affidabile dal Confidi CNA “Canova”, garante da anni nei confronti del sistema creditizio dei suoi affidamenti. Leggi l’articolo »

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21 Ottobre 2010

Direttiva UE contro i ritardi sui pagamenti

Grande soddisfazione da Confindustria per il voto del Parlamento europeo di oggi, che a larga maggioranza ha approvato la proposta di Direttiva contro i ritardi nei pagamenti nelle transazioni commerciali. Dal 2013, al più tardi, la Pubblica Amministrazione dovrà liquidare le fatture entro 30 o al massimo 60 giorni, pena interessi di mora pari, come minimo, all’8% (più il tasso di riferimento della Bce). La “rivoluzione” a cui l’assemblea di Strasburgo ha dato oggi il via con l’approvazione della direttiva sulla lotta contro i ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali riguarda anche i rapporti tra privati, un campo nel quale fissa un limite massimo di 60 giorni. Lasciando però le parti libere di concordare termini diversi, purchè non siano iniqui. Per la Pa italiana si tratta di una vera e propria corsa contro il tempo, mentre per le imprese potrebbe significare una svolta epocale. Il nostro Paese guida la classifica dei “cattivi pagatori” con un ritardo medio stimato in 186 giorni, ma che arriva a superare i 600 giorni nel caso delle forniture a strutture santiarie come usl e ospedali.
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18 Ottobre 2010

La Bce promuove l’Italia: avanti col rigore sul debito

Riforme strutturali per aumentare la competitività e per ridurre «in fretta» il debito. Bisogna ripartire da lavoro, ricerca e welfare per far tornare a crescere l’Italia che ha «mostrato capacità di ridurre il suo deficit e la sua spesa pubblica» durante la crisi ma che ora fatica ad agganciare la ripresa. Con un elemento in più considerato indispensabile: la necessità di rafforzare la stretta sui conti pubblici perché un indebitamento «eccessivo può causare instabilità». Ne è convinto il presidente della Banca centrale europea, Jean Claude Trichet, che ribadisce l’importanza del Patto di Stabilità appena riformato dall’Ue, i cui paletti - sottolinea - «non valgono solo per l’Italia ma per tutti: in molti Paesi il debito supera il 60% del Pil». Leggi l’articolo »

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12 Ottobre 2010

Confartigianato Emilia Romagna, calano i prestiti agli artigiani

Ancora in calo i prestiti ad artigiani e piccole imprese in Emilia Romagna; nel 2009, secondo quanto emerge dal rapporto sul credito di Confartigianato Emilia Romagna, le imprese artigiane hanno ottenuto 6,86 miliardi di euro, pari al 4,5% dei finanziamenti totali al sistema economico regionale: cifra divenuta pari al 6,7% nel 2000. Secondo Confartigianato, la prudenza della banche ritarda la ripresa: nel primo semestre il credito alle imprese ha mantenuto tassi di crescita positivi, seppur in rallentamento rispetto all’anno precedente, mentre nel secondo semestre si e’ accentuata la flessione. Leggi l’articolo »

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08 Ottobre 2010

Bankitalia, con Basilea 3 crescono i rischi di credito per le PMI

“Gli elementi di debolezza della struttura finanziaria delle piccole imprese” potrebbero “incidere negativamente sulle condizioni di accesso al credito all’indomani dell’entrata in vigore delle nuove regole per le banche”.
Lo ha sottolineato il vice direttore generale della Banca d’Italia, Anna Maria Tarantola, nel corso di un’audizione alla Camera sull’impatto di Basilea III. Tuttavia, ha spiegato Tarantola, “vanno adeguatamente considerati diversi fattori che potrebbero attenuare l’impatto su queste imprese”. Leggi l’articolo »

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