23 Giugno 2009

Crisi, crescono i crediti non pagati

‘Reagire a un mondo che cambia’, l’assemblea generale degli Industriali, quest’anno si è inevitabilemente incentrata sulla «grande crisi del 2009». «Questa è una recessione che le generazioni dopo di noi studieranno. I numeri sono impressionanti. Tra titoli, obbligazioni e immobili, dall’estate del 2007 a oggi è stata distrutta una ricchezza che supera i 50mila miliardi di dollari».
Ma quali effetti di questa crisi hanno subito le imprese? «Il primo: caduta degli ordini e della produzione. Il secondo: il deterioramento dei pagamenti. Il terzo, infine, è il restringimento del credito. Un numero elevato di imprese affronta oggi una vera e propria emergenza». Un vero e proprio monito, quello di Gianni Borghi, presidente degli Industriali di Reggio: «Lo sosteniamo da mesi e oggi lo riaffermiamo. Questo efficiente e competitivo sistema produttivo, costituito da piccole, piccolissime e medie imprese, non può essere abbandonato».
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